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Le costanti e le varianti

Le costanti e le varianti

Letteratura e lunga durata

Convegno annuale dell’Associazione

di Teoria e Storia Comparata della Letteratura

Siena, 5-7 dicembre 2019


Il tema

Le categorie e le narrazioni di cui è fatta la critica letteraria accorpano la pluralità delle opere e individuano costanti e varianti, epoche e tendenze, continuità e rotture. Ciò accade soprattutto in età moderna, quando il numero delle opere cresce, il campo letterario si allarga, la cultura comincia a pensare in modo storico, i canoni mutano incessantemente e hanno un perpetuo bisogno di ridefinizione. A volte queste categorie vengono usate consapevolmente; più spesso vengono usate inconsapevolmente.

Le costanti e le varianti vuole sottoporre a riflessione le continuità e le rotture della letteratura e dei suoi racconti storiografici. Che cosa accade nel passaggio dal sistema letterario premoderno a quello moderno? Che significato e valore hanno le categorie che hanno dato una forma alla storia letteraria degli ultimi secoli (romanticismo, modernismo, postmodernismo, ecc.)? Come cambia la letteratura nell’epoca della world literature, dell’intermedialità e della società di massa? In che modo i nuovi concetti e nuovi metodi emersi negli ultimi decenni hanno modificato le nostre immagini del passato letterario? Quanto reggono oggi i concetti di lunga durata che abbiamo ereditato dall’estetica romantica o dalla cultura positivistica, da Auerbach o da Curtius, da Lukács o da Bachtin, da Frye o da Barthes, da Said o da Jameson o da Francesco Orlando, cui il titolo di questo convegno si richiama?

In questo quadro, alcune questioni di fondo saranno oggetto di particolare attenzione:

1) L’antitesi tra lunga durata ed evento, che in ambito letterario tende a declinarsi nell’antitesi fra tradizione e avanguardia, continuità e rottura. Basta pensare, tra i grandi classici del pensiero critico, a due modelli di riconfigurazione della letteratura europea profondamente diversi, benché scaturiti dallo stesso orizzonte: da un lato quello di Curtius, che insiste sulla continuità della tradizione e della memoria culturale; dall’altro quello di Auerbach, che procede per sezioni discontinue e netti tagli storici attraverso i quali cogliere, vichianamente, l’unità delle singole epoche.

2) La dialettica storica tra i movimenti e le generazioni letterarie, concetti poco influenti in età antica e medioevale che a partire dal romanticismo diventano strumenti decisivi per definire il rapporto con la tradizione, collocarsi sulla linea del tempo e interpretare la successione più o meno conflittuale tra poetiche, codici, paradigmi, posture estetiche e ideologiche.

3) I diversi modelli storiografici attraverso i quali è possibile, per dirla con Remo Ceserani, raccontare la letteratura. Se la nozione di letteratura su cui ci basiamo è un prodotto culturale recente, nato in Europa tra Settecento e Ottocento quando prende forma un campo autonomo, la storiografia letteraria si definisce come disciplina specifica e assume un ruolo decisivo nel tracciarne i confini. Nel corso del tempo cambiano però i paradigmi compositivi di questo racconto, dal modello teleologico di matrice idealistica a quello biologico elaborato dalla cultura del positivismo, fino a nuove opzioni maturate in tempi più recenti (morfologia storica, organizzazione per generi o temi) che non hanno ancora fornito soluzioni ultimative. A queste difficoltà teoriche si aggiunge, sul filo degli anni, la crescente complessità di una tradizione letteraria sempre più contaminata e plurale, intrecciata con le enormi trasformazioni politiche, economiche, sociali e tecnologiche che hanno contrassegnato gli ultimi decenni, e consapevole della frammentazione progressiva della letteratura e dei suoi canoni. Il modello continuista della lunga durata deve quindi fare i conti con processi eterogenei, ramificati, segnati spesso da resistenze, controspinte, differenze geografiche e sociali.

 

Le linee di ricerca

Le sessioni parallele del convegno hanno un unico tema articolato per periodi storici: Partizioni e generazioni. Si rifletterà sulle categorie che usiamo per scrivere la storia letteraria, e su come il passaggio da una generazione di scrittori e scrittrici a un’altra incida sulla storia dei temi e delle forme. L’argomento verrà affrontato partendo da casi specifici ma dotati di valore generale.

I relatori sono tenuti a conformarsi alle linee-guida. Non saranno infatti accettate proposte che non abbiano un’evidente pertinenza rispetto al tema del convegno e a tali indicazioni. Altrettanto cogente ai fini della selezione sarà l’impianto autenticamente teorico-comparatistico del progetto, attestato dall’abstract e anche dal profilo bio-bibliografico del proponente.

N.B.: Le proposte di intervento vanno inviate solo ai coordinatori dell’ambito a cui si intende partecipare.

 

1) Partizioni e generazioni I. La letteratura premoderna

Coordinatori: Clotilde Bertoni (clotber@tin.it), Guido Mazzoni (mazzonigm@gmail.com), Niccolò Scaffai (niccolo.scaffai@unil.ch)

Una delle grandi narrazioni con cui la storia letteraria ancora lavora è l’idea che la letteratura premoderna sia percorsa da continuità di lunga durata: il sistema classico dei generi letterari transita ai classicismi della prima età moderna; le sue forme nobili, l’epos e la tragedia, mantengono un legame forte con gli esempi antichi, malgrado le ibridazioni, le dissacrazioni e le parodie; per quanto lo spettro dei suoi contenuti si dilati continuamente, resta molto forte il legame con il repertorio della mitologia tradizionale. Innumerevoli naturalmente i rivolgimenti e le fratture (dalla novellistica di Boccaccio e dei suoi epigoni al modello ariostesco, alla contrapposizione fra tragedia classicistica e dramma shakespeariano, o alla Querelle des anciens et des modernes), ma solo l’estetica dell’originalità individuale e l’idea che i canoni di bellezza cambino nel tempo modificano radicalmente e definitivamente l’atteggiamento con cui si guarda al passato.  L’idea di una continuità sostanziale della letteratura premoderna dà forma alla filosofia della storia letteraria di Curtius e anche a quella di Auerbach, che divide la tradizione ebraico-cristiana da quella greco-latina, ma che ancora coglie la radiazione di fondo di quest’ultima nella letteratura del Settecento. Il paradigma della continuità regge ancora? In che modo la letteratura premoderna articola la propria temporalità? Attraverso quali riscritture, metamorfosi, commistioni ed equivoci continua a sopravvivere in epoca moderna?

 

2) Partizioni e generazioni II. Dal romanticismo al modernismo

Coordinatori: Federico Bertoni (federico.bertoni@unibo.it), Simona Micali (simona.micali@gmail.com), Pierluigi Pellini (pierluigi.pellini@gmail.com)

L’Ottocento è un secolo segnato da un’accelerazione storica senza precedenti. Il romanticismo e il realismo moderno polverizzano la continuità di lunga durata con la letteratura classica e classicistica, ridefiniscono i generi, cambiano le forme della narrativa, della poesia e del teatro. È in epoca romantica che la parola letteratura assume stabilmente il significato che ha oggi; è in epoca romantica che la tripartizione della letteratura in narrativa, teatro e lirica, nata nella seconda metà del Cinquecento, ma controversa fino alla seconda metà del Settecento, si afferma definitivamente, grazie anche all’ascesa e alla legittimazione del romanzo, un genere che fino alla fine del Settecento era stato contestato o rifiutato. È in epoca romantica che, insieme alla coscienza storica, nasce la storia della letteratura in senso moderno, ed è a partire dall’epoca romantica che il succedersi delle generazioni si accompagna a cambiamenti significativi. L’accelerazione prosegue nella seconda metà del secolo e culmina col modernismo e con le prime avanguardie, che esaltano il senso della rottura e lo rivolgono contro l’Ottocento stesso. «Non si può scrivere in una maniera vecchia di vent’anni», si legge in un passo di Ezra Pound che compendia in modo esemplare quell’estetica della novità che diventa egemone nei primi decenni del Novecento. Quali sono le partizioni interne alla letteratura dell’Ottocento e del modernismo? Le categorie con cui questi periodi sono stati interpretati tengono ancora? E in che modo il passaggio delle generazioni ha scandito il rinnovamento della letteratura?

 

3) Partizioni e generazioni III. La letteratura contemporanea

Coordinatori: Silvia Albertazzi (silvia.albertazzi@unibo.it), Stefano Ercolino (stefano.ercolino@unive.it), Giulio Iacoli (giulio.iacoli@unipr.it), Mauro Pala (pala@unica.it)

Negli ultimi anni il nome dell’epoca che viene dopo il modernismo è diventato controverso, sia perché la categoria che si era imposta fra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta del Novecento – postmodernismo – è stata ridiscussa di recente, sia perché le soglie storiche della letteratura contemporanea vengono ridefinite di continuo. È inevitabile che sia così: nel secondo dopoguerra il campo letterario si sfrangia, nasce una world literature, la scrittura si contamina con altri media, il sistema della cultura si industrializza, il numero di coloro che leggono e scrivono cresce enormemente, le differenze culturali un tempo impercepite o inespresse conquistano il diritto di parola. Come orizzontarsi in questo territorio? Quali categorie e mappe usare per dare una forma a un campo così vasto, segmentato e plurale?

 

Adesione al convegno: modalità operative

1) Proposta comunicazioni per le sessioni parallele

Per partecipare al convegno è necessario inviare, entro il 31 maggio 2019, una proposta di intervento solo ai coordinatori di sezione (vedi sopra). La proposta deve contenere le seguenti informazioni: a) Titolo dell’intervento; b) Abstract di lunghezza compresa tra le 1000 e le 2000 battute (spazi inclusi); c) Breve profilo biobibliografico (max10 righe); d) Indicazione dell’ambito a cui si desidera aderire; e) Iscrizione del relatore all’Associazione (già socio dagli anni passati oppure nuova richiesta: vedi punto 2). Il Comitato scientifico vaglierà l’effettiva pertinenza delle proposte rispetto all’argomento e all’articolazione del convegno.

Le proposte dovranno riguardare da vicino le tre linee di ricerca sopra elencate, sviluppando riflessioni di carattere teorico e/o analisi testuali, possibilmente in chiave comparata. Le comunicazioni potranno muoversi in prospettiva interdisciplinare, interdiscorsiva o intermediale, e su uno scacchiere geografico esteso alle culture extraeuropee e postcoloniali. Per agevolare la partecipazione e lo scambio di idee, sono ammesse comunicazioni anche in inglese o in francese.

La durata delle comunicazioni sarà tassativamente contenuta entro i 15 minuti. È peraltro indispensabile che ogni relatore garantisca la sua presenza almeno fino al termine della sessione, per poter partecipare alla discussione. Il mancato rispetto di tali condizioni comporta l’esclusione d’ufficio dell’intervento ai fini della successiva pubblicazione degli atti.

 

2) Iscrizione all’Associazione

La possibilità di tenere una comunicazione nella sede del convegno è subordinata all’iscrizione all’Associazione per gli Studi di Teoria e Storia Comparata della Letteratura. All’atto della proposta, il relatore dovrà precisare se l’iscrizione all’Associazione è stata compiuta negli anni passati (e dunque si procederà al rinnovo per l’anno in corso) o se invece avverrà per la prima volta in occasione di questo convegno. In tal caso, andrà contestualmente compilata una motivata richiesta di iscrizione che contenga una sintetica descrizione della propria attività di ricerca, indirizzata al Presidente dell’Associazione (federico.bertoni@unibo.it).

Il contributo per le nuove adesioni e per i rinnovi è fissato in 50 euro per gli strutturati (ricercatori, professori associati e ordinari in Italia e/o assimilabili all’estero), e in 25 euro per tutti gli altri (dottorandi, borsisti, assegnisti in Italia e/o assimilabili all’estero). Il contributo dovrà essere versato con congruo anticipo rispetto alla data del convegno, in modo da poter avere traccia delle operazioni, tramite bonifico bancario (le istruzioni per l’iscrizione e i dati bancari sono reperibili qui: http://www.compalit.it/iscrizione/).

 

3) Definizione del programma e pubblicazione degli atti

La pubblicazione del programma definitivo del convegno è prevista per il mese di settembre 2019.

I paper approvati e presentati al convegno saranno successivamente selezionati secondo il meccanismo della peer-review per essere pubblicati. Se ne richiederà pertanto l’invio in tempo utile perché i curatori, congiuntamente al Comitato direttivo e alla redazione della rivista, possano allestire con cura le operazioni di lettura e valutazione, presumibilmente intorno a marzo-aprile 2020 (nella sede del convegno verrà comunicata con precisione la data ultima per la consegna dei saggi e le modalità di pubblicazione).

 

Comitato scientifico

Silvia Albertazzi, Clotilde Bertoni, Federico Bertoni, Stefano Ercolino, Giulio Iacoli, Guido Mazzoni, Simona Micali, Mauro Pala, Pierluigi Pellini, Niccolò Scaffai.