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Gli attrezzi delle Muse: Itinerari tra poesia e musica

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Gli attrezzi delle Muse: Itinerari tra poesia e musica

novembre 14 @ 8:00 - novembre 16 @ 17:00

Semper

Gli attrezzi delle Muse: itinerari tra poesia e musica.

Convegno internazionale, Trento, 14-16 novembre 2018

Confermando la sua vocazione interdisciplinare, messa in particolare rilievo dal tema che caratterizza il programma del 2018, “Le frontiere della poesia”, all’interno del quale si inserisce il convegno, SEMPER – Seminario Permanente di Poesia diretto da Pietro Taravacci e Francesco Zambon, al termine del suo sesto anno di attività, intende proporre una riflessione sulla relazione tra Poesia e Musica che, senza ambire a una completa visione storica del fenomeno artistico e nella consapevolezza di escludere realtà ad esso così centrali, quali ad esempio il melodramma, si concentrerà su alcuni fenomeni, realtà culturali ed epoche corrispondenti agli specifici interessi dei proponenti.

Poesia e musica, due forme d’arte che, prima d’essere due specifiche discipline rinviano alla archetipica associazione di suono e parola, non solo nelle infinite forme del canto, luogo del loro reale incontro, ma nella sostanza delle loro implicazioni: fin dalle sue origini, la musica ha mostrato di tendere alla parola; al tempo stesso la parola poetica è, necessariamente, canto, musica. È evidente il comune potenziale evocativo e allusivo di poesia e musica, la comune necessità di un’espressione regolata da una misura, da un ritmo, che si modellano e si organizzano in funzione della diversa necessità di raccontare, di ‘pronunciare’ e rappresentare l’esistente. Non ultimo, il potenziale emotivo e quello mnemonico che fanno di poesia e musica due forme d’arte destinate, da sempre, a depositarsi, con più immediatezza e agio di altre, nel nostro intelletto mediante le emozioni.

Il quinto Convegno di SEMPER, dunque, intende proporre alcune riflessioni sul rapporto tra Poesia e Musica nel mondo occidentale, individuando sostanzialmente due ambiti storici, che configurano, di fatto, tre diverse sessioni:

  • SESSIONE I: riguardante il periodo che va dal Medioevo al Barocco.
  • SESSIONE II: riguardante questioni operative e teoriche del rapporto poesia e musica “colta” nel Novecento.
  • SESSIONE III: riguardante il rapporto tra espressione poetica e canzone negli ultimi decenni.

Sessione I

(Coordinatori: Marco Gozzi, Pietro Taravacci, Francesco Zambon)

Poesia e musica tra Medioevo e Barocco

I contributi previsti in ambito prettamente medievale dovranno muoversi essenzialmente lungo due linee, nella speranza di instaurare un dialogo fra chi si occupa dell’aspetto testuale e chi approfondisce l’aspetto musicologico:

1) da una parte si indagheranno la canzone trobadorica e la lauda italiana, anche in rapporto alle altre forme coeve con testo versificato (canzone italiana, ballata, cantiga, Lied, inno e sequenza).

Saranno benvenuti interventi sul rapporto fra poesia e musica che prendano in esame i testi ‘vestiti’ dalla musica – e naturalmente la musica relativa – al fine di studiare i diversi aspetti teorici e pratici del ‘connubio’ (contrafacta, variazioni morfologiche, imprestiti, forme strofiche e forme con ritornello, metro e ritmo in poesia e in musica).

Sullo sfondo resta la stimolante questione del ‘divorzio’ fra musica e poesia, separazione che si sarebbe consumata, in particolare, con la nascita della poesia lirica in Italia.

2) Da un altro lato si prenderà in esame la rappresentazione della musica, dei musicisti, degli strumenti musicali nella poesia; oppure, sotto il profilo più propriamente linguistico-retorico, si potranno studiare il lessico, le metafore, le similitudini di natura musicale nei testi poetici. Per questo aspetto, si possono indicare a titolo di esempio i numerosissimi riferimenti alla musica e al canto presenti nella Commedia dantesca, ma anche in altri poeti medievali come Maria di Francia, Petrarca, Ausias March, per citare solo alcuni grandi nomi. In questo quadro potrà anche essere affrontata, riguardo a testi poetici, la tematica dell’«armonia del mondo» trattata in un libro famoso da Leo Spitzer.

In relazione al periodo rinascimentale e barocco, si intende osservare come la poesia e la musica diano vita, con linguaggi diversi e in significativo rinnovamento, a quella contaminazione che consentirà (anche mediante la mescolanza di vari registri espressivi), la nascita e lo sviluppo di forme del tutto nuove, come il madrigale rinascimentale e il melodramma, e il rinnovamento dell’ode oraziana, del romance spagnolo tradizionale in romance artístico e di tutti i generi poetici “popolari”.

A tale riguardo si individuano e si propongono alcune linee tematiche:

  • i rapporti tra poesia e musica nella produzione di lirica cortigiana nelle diverse letterature europee;
  • i condizionamenti imposti dalla musica nella produzione poetica tanto italiana quanto europea (dal livello alto a quello “popolare” o “popolareggianti”);
  • la ripresa di tradizioni meliche e poetiche medievali in epoca rinascimentale e barocca, nelle diverse realtà artistiche dell’Occidente;
  • il ruolo della musica nella riflessione poetica (nelle diverse epoche comprese in questa Sessione)
  • le caratteristiche della tradizione manoscritta e a stampa della poesia per musica.

Sessione II

(Coordinatori: Carla Gubert, Massimo Rizzante, Marco Uvietta)

Novecento: poesia e musica “colta”

Dalla seconda metà del Settecento alla fine dell’Ottocento – con un’onda lunga che si estende ben addentro il Novecento – i rapporti fra poesia e musica godono in generale di una stabilità estremamente fruttuosa: sia in tutte le forme riconducibili alla canzone (dal Lied alla chanson alla romanza da camera) sia nella produzione operistica, essi “concorrono” alla formazione di un oggetto poetico-musicale, ma al tempo stesso sono in “concorrenza”, dimostrandosi sostanzialmente riluttanti – nonostante i numerosi proclami – a rinunciare alle proprie peculiarità per incontrarsi in un terzo luogo.

È nel Novecento che questa esigenza si fa pressante, anche perché la poesia del ventesimo secolo, nel suo allentamento dei nessi sintattici e denotativi, diviene un punto di riferimento fondamentale (al pari della pittura astratta) per l’elaborazione di nuovi linguaggi musicali. Il terreno stesso del Lied (da Brahms a Schönberg, Berg e Webern attraverso Mahler e Strauss) e della chanson (da Debussy e Ravel a Milhaud, Poulenc, Messiaen) diviene campo di sperimentazione, nella direzione di un superamento del rapporto di “concorrenza”.

Per questa ragione si ritiene opportuno aprire la sessione con una relazione che partendo dall’eredità liederistica ottocentesca, indaghi nuove modalità novecentesche di messa in discussione del rapporto poesia-musica consolidato.

In relazione alla seconda metà del Novecento, epoca in cui le problematiche si radicalizzano, portando a un ampio spettro di possibili rapporti fra poesia e musica, fra gli estremi dell‘impermeabilità reciproca, fino alla rinuncia a qualsiasi rapporto e a varie forme di pacifica convivenza, si propone di indagare questi rapporti attraverso il dialogo fra un poeta che ha collaborato come librettista con noti compositori e un musicologo / compositore che ha affrontato sia nell’attività analitica sia in quella compositiva le diverse problematiche relative alla messa in musica di testi poetici.

Un contributo consistente alla reinvenzione dei rapporti fra poesia e musica è stato fornito dall’applicazione degli strumenti offerti dall’elettronica all’elaborazione della voce, nella direzione di uno sviluppo razionale della poesia intesa come performance (pertanto eseguibile come una composizione musicale). Elaborazione elettronica e live electronics hanno permesso, sin dagli anni Cinquanta, operazioni di compenetrazione totale fra poesia e musica, come dimostra ad esempio uno dei capolavori del genere: Thema. Omaggio a Joyce di Luciano Berio sul capitolo “Sirene” dell’Ulysses. Molti poeti e compositori si sono mossi concettualmente nella stessa direzione.

Ad integrazione della parte sistematica, operativa e analitica della sessione, nell’intento di allargare il discorso alla prospettiva teorica, estetica e critica si è pensato di delineare due profili specifici per le proposte da inviare:

  • lo studio di poeti del Novecento per i quali l’esperienza musicale ha influito in modo sensibile sulla loro scrittura (per es. Rebora, Montale, Rosselli ecc.);
  •  lo studio, in prospettiva musicologica, dei rapporti tra poesia e musica, in compositori del Novecento per i quali la poesia è punto di partenza fondamentale per l’elaborazione di nuove soluzioni musicali.

Sessione III

(Coordinatori: Carlo Tirinanzi De Medici, Giulia Sarno)

Poesia e canzone nell’estremo contemporaneo

La terza sessione del Convegno sarà dedicata ai legami tra poesia e musica nella scena della canzone pop e d’autore contemporanea. Accanto alla dimensione scientifica del convegno, composta dalle relazioni degli invitati, sono previste alcune attività performative da parte di artisti rinomati che potranno coinvolgere un pubblico vasto, rendendolo partecipe di uno dei temi più interessanti del dibattito contemporaneo.

A partire dagli anni Cinquanta del Novecento il campo della poesia è mutato in modo radicale: in relazione al concetto stesso di poesia, alla natura del soggetto, al rapporto tra scrittura e oralità, fra testo letterario e testo performativo, ai canali comunicativi che capitalizzano la performance poetica, sempre più rilevante, sin dai Beat americani, recuperando dunque una tradizione antica ma per secoli passata in secondo piano.

Inoltre si sono sviluppate forme espressive che intersecano poesia e musica in modi inediti per la tradizione moderna, a partire dalla canzone d’autore fino al rap. Il Nobel per la letteratura di cui è stato insignito Bob Dylan può essere considerato il punto d’arrivo di questa mutazione.

Per affrontare un articolato dibattito su questa realtà, ci si prefigge di esplorare in particolare alcune linee tematiche e di rispondere ad alcuni interrogativi fondamentali:

  • Il legame che la poesia ha con una forma espressiva per molti versi ad essa contigua come la musica pop latamente intesa (dall’indie, al rap, al cantautorato)
  • In che misura le più recenti svolte della poesia (quella nata «dopo la lirica») e le nuove dimensioni performative (festival di poesia, poetry slam, ecc.) contribuiscono alla produzione musicale odierna
  • Quale rapporto intrattiene – ed eventualmente, fino a che punto – il rap, con la sua a tratti ossessiva attenzione all’espressione, rivolta però anche o soprattutto all’esecuzione, al beat
  • Come il rap si relaziona con l’idea tradizionale di poesia, come la trasforma, come la adatta alle mutate esigenze di pubblico ed espressività
  • In che modo la canzone d’autore, tanto italiana che straniera, che così spesso ha utilizzato la letteratura e la lirica come serbatoio tematico e retorico, ha anche apportato innovazioni al nostro linguaggio poetico e al resto della produzione musicale
  • In che modo la poesia scritta, lirica o post-lirica è stata influenzata dalla messa in scena della quotidianità di diversi musicisti contemporanei (in particolare in che modo le creazioni musicali prestano attenzione alla texture, alla parola; che ruolo hanno gli spazi comuni –fisici: happening, come festival di poesia o slam poetry, o virtuali, come blog e riviste– dove poeti e performer di altro tipo possono interagire e contaminarsi.
  • A partire dalla messa in discussione del concetto tradizionale di poesia, segnalata dai recenti concorsi di poesia in musica, ci si propone una mappatura della musica pop contemporanea e ci si chiede quali rapporti ha questa mappa con la mappa della poesia scritta.

Dettagli

Inizio:
novembre 14 @ 8:00
End:
novembre 16 @ 17:00